Nuovi Lussi a Casa

La Privacy è la Nuova Frontiera del Benessere


Condivide l’efficacia della metafora dell’abito anche l’architetto Alessandro Di Chio, fondatore con Marco Sarotto dello studio di architettura Idaa a Torino. Per coadiuvare i committenti nella messa a fuoco dei propri desiderata, lo studio utilizza da anni un questionario preliminare volto ad analizzare le esigenze e i desideri dei membri del nucleo familiare, ivi compresi quelli di privacy.


«La progettazione di una casa o la ristrutturazione di un appartamento è un po’ come un abito in cui ci sono una serie di accessori da configurare a seconda della persona che la utilizzerà. Per noi diventa fondamentale svolgere, nella primissima fase di incontro, un test, un questionario, destinato a tutti i componenti della famiglia, studiato per evidenziarne le rispettive richieste. Una volta elaborati i dati, cerchiamo di modellare lo spazio a seconda delle esigenze espresse, studiando i gradi di riservatezza emersi da possibili configurazioni, prestando attenzione alla dimensione uditiva, e magari scegliendo dei materiali che possano delineare ambienti più morbidi».

Chiediamo ad Alessandro Di Chio se, fermi restanti i vincoli dati da edifici preesistenti che non possono dunque essere ripensati ex novo, esistano strategie progettuali che permettono di modulare il bisogno di privacy. «Lavorando sulla dicotomia tra ambienti statici e dinamici, è possibile favorire la creazione di spazi il più possibile dinamici: ad esempio con dei setti scorrevoli, che possano dividere cucina, pranzo, e zona giorno. Un altro elemento spesso sottovalutato è quello della luce, poiché ogni spazio ha una sua specifica funzione che va illuminata e compartimentata. Naturalmente tutto dipende poi dalla committenza e dalla sua inclinazione a preferire lo spazio raccolto all’open space». 

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